Vai al contenuto

Residenza concorso Zucchelli 2024 – Giacomo Mallardo

    Shining out of nowhere, 2024, dittico 22 x 30,5 cm, stampa su carta fotografica

    15 giugno – 15 settembre 2024

    Shining out of nowhere è il risultato di una serie fotografica focalizzata sull’esplorazione dei fenomeni di riflessione e rifrazione
    della luce manifestati da oggetti ordinari e trascurati. Il dittico è stato soggetto a un successivo processo di elaborazione
    digitale, mediante il quale luci e tonalità sono stati manipolati per enfatizzare visivamente il soggetto, avvicinandolo
    visivamente a un materiale pregiato, iridescente e luminoso. Questa trasformazione, oltre a smaterializzare e isolare l’oggetto
    dalla sua realtà originaria, lo proietta in una nuova scena, in cui passa da elemento marginale e trascurato a fulcro luminoso
    e protagonista dell’opera. Il soggetto, sganciandosi dalla trama della realtà quotidiana, perde i suoi connotati realistici per
    essere esaltato e apprezzato esclusivamente per le sue intrinseche qualità estetiche.
    Questo processo porta dunque con se una riflessione sulla valorizzazione estetica di elementi e forme marginali, andando ad
    analizzare come il valore estetico di una forma prescinda dalla sua proveniente e di come questa, nel giusto contesto possa
    acquisire valore ed interesse. Il marginale ed inosservato diventa qui soggetto e centro del discorso portato avanti da questa
    ricerca.

    Biografia
    Giacomo Mallardo (24/03/2000) è un artista italiano con sede a Bologna, attualmente iscritto al corso magistrale di arti visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La ricerca artistica portata avanti si focalizza sull’analisi e la valorizzazione delle aree periferiche e liminali, interne ed esterne al luogo espositivo, approcciandosi ad esse con tecniche e materiali eterogenei, spaziando dall’installazione site-specific alla fotografia. Si denota all’interno della poetica una particolare attenzione nei confronti dello spazio, ricercando ed instaurando con esso un dialogo, andando ad intervenire nella maniera a questo più consona, evitando una sopraffazione del luogo, ma tendendo ad inserirsi e mimetizzarsi in esso.

    Durante la residenza da Alchemilla, il lavoro di Giacomo Mallardo si concentra su un progetto già avviato: Forma Timida.
    La necessità di allontanarsi da forme riconducibili alla quotidianità, sottolinea come la marginalità di queste, non da’ modo
    all’attribuzione diretta del reale. Dal punto di vista spaziale e installativo, Forma Timida è pensato per ricoprire le aree periferiche e perimetrali, tentando di sfuggire allo sguardo diretto dello spettatore e optando per la mimetizzazione.
    In questo modo il visitatore è portato a compiere una ricerca attiva. Si ritrova a scoprire spazi precedentemente ignorati, anche grazie alle forme volutamente indefinite e minimali, che adattandosi facilmente all’ambiente circostante, si integrano in una porzione di esso.